Dopo un sogno, Yeong-hye decide di non mangiare più carne. La scelta rompe il ruolo discreto che marito e famiglia si aspettavano da lei.
Le reazioni passano dall’incomprensione alla pressione e alla violenza. Il rifiuto diventa un conflitto sul corpo, sul desiderio e sul diritto di sottrarsi alle richieste degli altri.
Il romanzo osserva questa frattura attraverso tre prospettive. Le immagini vegetali attraversano una vicenda perturbante, in cui la ricerca di distanza dal mondo non offre soluzioni semplici o consolatorie.








